Teatro del Mare
Se le tue catene cadessero e diventassi
libero,
Allontanati
dal re e rivolgiti al pastore.
Abderahman
Kaki
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Settembre 1968: fondazione a Orano
(Algeria). All'epoca, in Algeria,
come nei paesi dell'Est europeo, tutti i teatri professionali erano sotto la
tutela ideologica e finanziaria dello Stato. Per produrre senza questa tutela,
l'unica possibilità era di creare una compagnia cosi-detta
"amatoriale". Così fu creato il "TEATRO DEL MARE: compagnia di ricerche e realizzazioni teatrali sperimentali". E siccome i
professionisti sceglievano senza eccezione il teatro statale, per motivi
economici, ho ingaggiato degli appassionati di questa arte ai quali ho dato una
formazione, con l'immediata finalità di produrre
degli spettacoli.
L'orientamento della
compagnia era definito in una Carta: produrre un teatro "popolare"
(vedere Stampa) che tenga conto delle realtà algerine, ed
anche di ciò che si fa nel mondo, in questo campo.
Destinatari: i cittadini
che non conoscono o non amano il teatro proposto dagli stabili statali (1):
lavoratori delle fabbriche e delle campagne, studenti liceali ed universitari,
intellettuali interessati ad un teatro fuori da quello convenzionale.
Contenuto: i temi che
possono interessare questo tipo di pubblico, quindi temi a dimensione anche
sociale.
Luoghi delle
rappresentazioni: applicando il principio di andare al pubblico là dove è
possibile incontrarlo, gli spettacoli si svolgevano nelle fabbriche, le aziende
agricole, i cortili e le aule dei centri di formazione professionali, dei licei
e delle università (2).
Forma scenografica: il Teatro
del Mare presentava i suoi spettacolo secondo il dispositivo della "halga": è il classico
modo del cantastorie algerino di presentare il suo spettacolo sulla piazza
pubblica dove gli spettatori lo circondano completamente, in contatto vicino
con l'artista, e con la possibilità di intervenire durante lo spettacolo.
Forme d'espressione: le
opere comprendevano testo, canti e danze.
L'aspetto
"sperimentale" risiedeva nella ricerca di sintesi tra diversi
contributi: 1) le tradizioni algerine dello spettacolo popolare, 2) il teatro
occidentale greco antico, europeo del Medio Evo, del "Living Theater"
di New York, 3) il teatro asiatico vietnamita, cinese, balinese, 4) il teatro
africano dei "griots" (cantastorie africani).
Prezzo del biglietto: basato sulle possibilità del
disoccupato, dell'operaio e dello studente.
Finanziamento della
compagnia: autofinanziamento con le sole entrate finanziarie degli spettatori.
La modestia di queste era compensata con: 1) una vita in comunità dei
componenti della compagnia, soddisfacendo le necessità fondamentali della vita;
2) uno stipendio uguale per tutti; 3) una creatività ingegnosa in tutto quello
che richiede danaro: la concezione e la realizzazione dei costumi, scenografie
e illuminazione. Nella fase ultima della
sua esistenza, il Teatro del Mare fu finanziato dal Ministero del Lavoro (3)
Tutti gli spettacoli del
Teatro del Mare sono stati un successo, presso il pubblico come la critica.
Questo dimostrava che le opere rispondevano bene ad una sete di cultura e di
novità nel campo del teatro. Da
Orano, gli spettacoli del Teatro del Mare si sono allargati su tutto il
territorio nazionale… Fino al momento quando il Teatro del Mare non ha
più avuto la possibilità di lavorare e produrre secondo la sua scelta etica ed
estetica, quando il suo finanziato non era più autonomo ma dipendeva del
Ministero del Lavoro. L'esperienza ha durato un pò più di 3 anni: dal fine del
1968 al 1972.
Vedere Riassunto delle opere del Teatro del Mare.
Per un bilancio generale sull’esperienza
del Teatro del Mare, vedere Stampa
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(1)
All'eccezione delle produzioni del dramaturgo e regista algerino di Orano
Abderrahman Kaki, che, anche se inserito nel teatro statale regionale di Orano,
riusciva a proporre opere non convenzionali, molto apprezzate dal pubblico sia
"popolare" che "intellettuale".
(2) Ad una sola
significativa eccezione: quando il direttore del Teatro Nazionale di Algeri,
Mustapha Kateb, chiese inaspettatamente al Teatro del Mare di presentare il suo
primo spettacolo nel suo stabile, accettò anche, e fu un atto ammirevole della
sua parte, che tutti gli spettatori siano seduti sul palcoscenico, intorno agli
attori, lasciando nel buio ed inutilizzabili le poltrone della sala.
(3) Fu uno dei motivi della fine
dell’esperienza del Teatro del Mare.