JESCE SOLE

                Frammenti di vite frammentate

                                


   

2006.

Finzione, 88 mn.
Produzione, scrittura, riprese (co-cameraman : Daniele Farina), fotografia, montaggio e regia. 2006.


15 maggio 2006 :
prima proiezione pubblica alla manifestazione interculturale Intermundia, sulla piazza centrale del quartiere multietnico di Roma : Piazza Vittorio-Emanuele.


    


  
Dramma comico o commedia drammatica.
Nella Roma odierna, sette amici legati da un filo rosso, lottano per liberarsi  dall’esclusione sociale della quale sono vittime : Carla, cantante a contro-corrente delle mode dominanti, Babbo, diventato vecchio, Lucio, che ha perso la ragione, Gino, disoccupato ed ossessionato da un desiderio incestuoso, rifugiato nella religione, Nello, pappone scoprendo l’amore, Fatima, immigrata algerina che si prostituisce per non essere schiava di un marito, Maria, innamorata di un uomo sospettato di terrorismo... Ed una moltitudine di persone dello “zoo” umano.
E' un racconto corale nel quale varie esistenze umane intervengono et s'influiscono reciprocamente, formando una sinfonia.


 
   
   
Il titolo (in italiano odierno: Esci, sole ! ) s'inspira ed è un omaggio alla prima canzone del repertorio classico partenopeo, risalente al 1200. E' un'invocazione al sole, decaduta da un'arcaica funzionalità religioso-rituale, dalle balze del Vomero si levava il canto semplice, ricco di reminiscenze sacrali, all'astro che dà vita al giorno. La canzone è stata conservata e tramandata nel tempo da piccoli scugnizzi partenopei che l'hanno cantata nei loro giochi. Nel corso dei secoli, i versi di Jesce sole hanno subito dei cambiamenti, attraverso diverse rielaborazioni.
   

                                                         Interpreti e personaggi


laria Antoniani
Fatima

Fabiana Lazzaro
Carla
Edoardo Rossi
Gino
Umberto Simeoni
Babbo
Vincenzo Palazzo
Nello
Marzia Vitale
Maria
Mauro Sodo
Lucio
                                                                              

   La squadra

                                                                                    Riprese


                                                                  Stampa



Recenzione

 

JESCE SOLE
Frammenti di vite frammentate
 

E' un piacere poter recensire un film come Jesce Sole.
Innanzitutto è un'opera al di fuori dal contesto di finanziamento che caratterizza tanto cinema di oggi, con soldi più o meno a fondo “perduto” (di nome e di fatto!), con prevendite costosissime di diritti di antenna, con opportunità date ad una ristretta cerchia di addetti che talvolta non hanno più niente da dire a livello artistico ed espressivo o non sono gli artisti migliori a cui elargire fondi. C'è tanta gente brava, non particolarmente famosa, che vanta esperienze di spettacolo e di vita vissuta di grande importanza, e ci sono giovani che non possono esibire curriculum di grande impatto ma hanno voglia di fare, talento e competenze.
Jesce Sole – Frammenti di vite frammentatedi Kadour Naimi è l' “altro cinema”, quello che nasce dai frammenti di cinema dell'industria cinematografica nostrana, dove un grande professionista realizza un film con i suoi mezzi, con i suoi sforzi, con il suo talento e la sua creatività, circondandosi di un gruppo di validi collaboratori.
Se il cinema “made in italy” volesse aiutare delle realtà sane e libere da “clientele” varie farebbe bene a sostenere film come questi, che squarciano le nubi di polvere della cultura nostrana e vivono di emozioni e lavoro, come “Jesce Sole”; ci sarebbe solo da guadagnare: in termini di “pulizia”, in termini di lavoro, di crescita imprenditoriale e artistica, ecc.
Il film racconta le storie di alcuni protagonisti che vivono una vita alla ricerca di sé stessi, nel caos e nell'alienazione della vita quotidiana; ognuno prova a sondare una propria dimensione e una propria identità nelle difficoltà dell'esistenza, amplificata dagli ostacoli che incontra chi vive lo status di immigrato/a, tra scelte obbligate come delinquenza o prostituzione; talvolta sono semplicemente le “cattiverie” della vita, che ai nostri occhi ci sembrano ingiustificate, a confonderci o metterci in difficoltà. E' davvero così o tutto può avere un senso. Al di là di ogni considerazione un senso tutto lo ha se noi glielo attribuiamo.
Interessanti i volti “veri” degli attori, e emozionanti diverse scene, in alcune delle quali si avverte l'atmosfera tipica di Piazza Vittorio a Roma, vero nuovo centro nevralgico della città, dove nascono nuove tendenze, movimenti culturali e manifestazioni libere da logiche perverse.

Settembre 2006

Gino Pitaro





             






Documentario sulla realizzazione del film








CONTATTO