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Durata:
87 mn. Produzione:
1997. Versione
originale inglese con sottotitoli italiani.
"Voglia
il cielo che il lettore, reso ardito e momentaneamente feroce
come ciò che legge, trovi, senza perdere l’orientamento, il
suo cammino scosceso e selvaggio attraverso le paludi desolate di
queste pagine oscure e avvelenate; infatti, a meno che non
applichi alla lettura una logica rigorosa e una tensione
intellettuale pari almeno alla sua diffidenza, le esalazioni
mortali di questo libro gli impregneranno l’anima come l’acqua
lo zucchero. Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono;
pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto
amaro. Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in
queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in
avanti."
Adattamento
libero, nei nostro giorni, dei "Chants de Maldoror"
(Canti di Maldoror), l'opera singolare scritta nel 1868 da
Isidore Ducasse, scomparso letteralmente all'età di 24 anni.
Sinossi
: Un
quarantenne fa il punto sulla propria vita per capirne il senso,
che si rivela caotico, irritante, inafferrabile, sconvolgente.
Eppure l'uomo non rinuncia, affermandi : "Ho ricevuto la
vita come una ferita ed ho vietato al suicidio di guarire la
cicatrice."
Il
film è un libero adattamento, nei giorni nostri, di "Les
Chants de Maldoror", un tentativo di linguaggio filmico per
“raccontare” l’attività di una coscienza che si confronta,
nel modo più acuto, con se stessa nella sua parte più chiara
come in quella più buia.
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