(Estratto:
inizio dell'articolo di 16 pagine, redatto nel 1981 come tesi di ricerca in
dottorato di sociologia presso l'Università di Louvain-La-Neuve in Belgio).
Auto-gestione
e etero-gestione:
Dal processo di rottura rivoluzionaria
Al sistema conservatorio totalitario
L'emancipazione
dei lavoratori
è
l'opera dei lavoratori stessi.
(Associazione
Internazionale dei Lavoratori,
1868)
Il punto di partenza della ricerca è stato il seguente: Comune di Parigi del
1871, Soviet russi del 1905, poi del 1917-21, Consigli operai tedeschi del
1918, Comitati operai e/o contadini della stessa epoca in Europa, Commissioni
Operaie del 1936 in Spagna, e via dicendo fino ai Comitati di
autogestione in Algeria, a Solidarnosch in
Polonia. Domanda: perché delle masse (sfruttate economicamente, dominate
politicamente, alienate culturalmente) e - qualche volta - dei dirigenti che
parlano in loro nome, rischiano la vita nella richiesta- ricerca di autogestione (di fabbriche, terre, battaglioni militari,
quartieri, scuole, ecc …)?
Cosa
vogliono realmente?
Come intendono realizzarlo?
Con quali risultati?
Testo intero pubblicato
nella rivista "INVARIANTI", trimestrale politico-culturale,
in 3 numeri
(Anno II, n.
7, Autunno 1988, n.8 Inverno 1988-89, Anno III, n.9-10, Primavera-Estate 1989)
Antonio
Pellicani Editore, Roma